LIPOFILLING

Di cosa si tratta?

Negli ultimi anni il grasso è emerso come un’importante risorsa. Il tessuto adiposo, infatti, può essere utilizzato come riempitivo (etimologicamente lipos: grasso to fill: riempire) sia in ambito di chirurgia estetica, chirugia ricostruttiva,nonchè in procedure meno complesse di medicina estetica.
Poco dopo l’invenzione della lipoaspirazione, infatti, ci si rese conto dell’importanza del grasso come sostanza volumizzante e della possibilità di riutilizzare, anziché gettare, il grasso aspirato.
Il grasso infatti possiede un’importante capacità rigenerativa, grazie all’alta percentuale di cellule staminali (circa il 5% del totale delle cellule).
Il grasso,dopo essere stato aspirato con apposite canule, viene purificato e separato dalla componente liquida. Si ottiene così una sostanza fluida, dotata di una certa viscosità, ideale per essere iniettata con sottili canule nelle zone da trattare.

Dove si applica?

Il lipofilling si è rivelata una valida alternativa nella chirurgia mammaria, per malformazioni come la Sindrome di Poland, la sindrome della mammella tuberosa, per correggere asimmetrie e imperfezioni, nonché dopo l’asportazione di tumori alla mammella.
Il grasso ha l’enorme vantaggio che, essendo una componente autologa, ossia derivante dal paziente stesso, non causa reazioni da corpo estraneo come la contrattura capsulare, complicanza frequente invece per le protesi.
In ambito di ricostruzione dopo l’asportazione di tumori mammari, sono necessari più interventi chirurgici di lipofilling, ma solitamente, se la paziente è adeguatamente informata e motivata il risultato ottenuto conferisce al seno un aspetto e una consistenza naturale.
Prima di definire un piano terapeutico è pertanto necessaria una visita e un appropriato inquadramento del paziente, per capire quali obiettivi siano effettivamente raggiungibili.
Il grasso è utile inoltre per il miglioramento di aree trattate in precedenza con radioterapia, o zone atrofiche e depresse, per esempio dopo l’iniezione di sostanze come il cortisone.

In chirurgia estetica il grasso può essere utilizzato a livello delle mammelle;
va comunque discussa la fattibilità dell’ intervento con la paziente: trattandosi infatti di un procedimento step by step, è bene sapere che l’effetto immediato e permanente dopo l’impianto di una protesi mammaria non è raggiungibile nell’immediato mediante l’innesto del grasso, dipendendo in seconda analisi dalla quantità di grasso disponibile per il prelievo: è pertanto una alternativa sconsigliata in pazienti magre.
Può essere utile però come procedura integrativa e correttiva alla classica mastoplastica additiva.

Il grasso può essere utile per migliorare determinate aree del volto, per esempio gli zigomi, le labbra il mento, che non abbiano per costituzione o abbiano perso con l’invecchiamento tono e volume.
Nelle labbra è un’alternativa all’ utilizzo dell’acido ialuronico.
Può essere usato anche per migliorare l’aspetto e conferire morbidezza ed elasticità in pazienti affette da forme di sclerodermia, ossia una forma di sclerosi cutanea localizzata caratterizzata da indurimento cutaneo e impossibilità ad aprire la bocca.
Semplici iniezioni sottocute possono migliore notevolmente la self-confidence di questi pazienti.

Nel naso l’iniezione di grasso è conosciuta con il nome di Rinofiller, costituendo un’alternativa non chirurgica per correggere alcune deformità isolate come la gobba o la punta; il risultato è più stabile rispetto all’iniezione di acido ialuronico.
Tale tecnica è inoltre utilizzabile nei casi di mento sfuggente, per ridefinire l’angolo della mandibola, evitando il ricorso all’impianto di protesi fisse.
Negli zigomi posso ricorrere all’ innesto del grasso, anziché utilizzare l’ acido ialuronico o le protesi in silicone, oramai desuete.

A livello gluteo il grasso può aiutare a ridefinire i contorni e aumentare la proiezione dell’area glutea superiore, modificando considerevolmente la silhouette e conferendo un aspetto gradevole.

Che tipo di anestesia si utilizza?

Dipende dall’estensione delle aree da trattare: se si vuole correggere una piccola area è possibile eseguire l’intera procedura in anestesia locale, iniettando l’anestetico in una piccola regione dell’ addome per il prelievo.
Se invece l’area da trattare è maggiore, come i glutei o la regione mammaria, è necessaria una anestesia generale, o quantomeno una sedazione.

Quali sono i tempi di recupero?

I tempi di recupero dopo il lipofilling sono veloci: se la procedura riguarda piccole zone l’intervento si esegue in regime ambulatoriale o Day Surgery, con dimissione la sera stessa.
Se invece l’area trattata è maggiore è preferibile mantenere il paziente una notte in osservazione e dimetterlo il giorno dopo.
Solitamente il paziente ritorna in pochi giorni a eseguire le attività ordinarie; è consigliato evitare sport per circa 4 settimane dopo l’ intervento.
Il paziente indosserà una pancera/guaina elastocompressiva per circa 4 settimane.

Quali sono le complicanze?

Il tessuto adiposo, provenendo dal nostro organismo, rappresenta una risorsa importante, non costituendo un materiale estraneo come la protesi o in misura minore l’ acido ialuronico.
Per questo motivo, l’ unico inconveniente è il riassorbimento del grasso.
Il riassorbimento non è prevedibile: in alcuni pazienti può attecchire al 100%, in altre al 70%, in altre può riassorbirsi completamente. Per questo motivo il paziente va adeguatamente informato e seguito dopo la procedura, per poter eventualmente eseguire delle correzioni.